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Consigli per mantenere la vostra cucina come nuova


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Il presente documento è il frutto della nostra pluriennale esperienza nella progettazione e

vendita delle cucine e fornisce informazioni e suggerimenti per una corretta manutenzione delle

superfici.

PRIMA PULITE MEGLIO E’!

“E’ consigliabile effettuare la pulizia di qualunque parte della cucina con tempestività;

lasciare allo sporco il tempo di essiccare può aumentare sensibilmente il rischio di aloni,

macchie e danneggiamento delle superfici.

Particolare attenzione ai grassi di cottura e alle sostanze molto colorate come caffè, cola,

succo pomodoro, vino, aceto….”

Rimuovere lo sporco è molto più facile se viene fatto immediatamente dopo l’uso in quanto

c’è il rischio che alcuni elementi, una volta essiccati ed ossidati dall’ossigeno atmosferico, in

particolare i grassi e gli oli di cottura, diventino duri e molto aderenti alle superfici della

Vostra cucina e può venire voglia, per eliminarli, di utilizzare prodotti ed utensili abrasivi;

questo, ad esclusione delle superfici dove è espressamente consigliato (ad esempio sui

blocchi in materiale sintetico), è assolutamente da evitare.

SPORCO DIFFICILE, NOI FACCIAMO COSÌ!

In situazioni normali si può utilizzare un detergente liquido, neutro,

non abrasivo diluito in acqua tiepida, applicato con panno spugna morbido (ad esempio un

detergente per stoviglie). Si consiglia sempre di asciugare con un panno morbido e pulito le

superfici dopo il risciacquo per evitare la formazione di aloni.

Nelle situazioni di superficie particolarmente sporche si consiglia:

Trattamento dello sporco difficile (grasso e/o vecchio):

a) Applicazione sullo sporco di una quantità sufficiente di detersivo liquido concentrato (ad

esempio Vim liquido o Glassex multiuso) mediante un panno umido morbido e non

abrasivo (panno spugna); il trattamento con detersivo va esteso poi su tutta la

superficie; per lo sporco particolarmente grasso si utilizza, con eccellenti risultati, il

detersivo Sgrassatore universale Marsiglia Chanteclair.

b) Lasciar agire il detersivo (basta 1 minuto), risciacquare con panno spugna e acqua

tiepida l’intera superficie, quindi asciugare con panno di cotone morbido e pulito per

impedire la formazione di aloni di calcare;

c) Nel caso che vi sia ancora presenza di tracce di sporco ripetere l’operazione.

In genere gli aloni sono dovuti a tracce di sporco che non sono state trattate con una

sufficiente quantità di detersivo per cui il grasso non viene asportato nel successivo

risciacquo ma viene distribuito sulla superficie trattata, alcuni tipi di aloni possono essere

dovuti a sostanze non grasse (come il calcare presente nell’acqua) che non vengono

solubilizzate dai prodotti su indicati, in questo caso ottimi risultati si ottengono utilizzando

prodotti diversi (come prodotti liquidi neutri per la pulizia delle superfici dei bagni) e con

aceto bianco.

Non utilizzare mai prodotti in polvere o abrasivi (fatto salvo dove espressamente richiesto),

spugnette abrasive, utensili appuntiti (nel caso sia necessario utilizzate spazzole di setola o

utensili di legno e plastica); utilizzando utensili o prodotti abrasivi, ad esempio detersivi in

polvere o spugnette abrasive, si corre il rischio di opacizzare le superfici, asportare od

indebolire la pellicola protettiva oppure togliere parte del disegno presente sulla superficie.

È sconsigliato l’uso di candeggina, ammoniaca e solventi come acetone o alcool

(assolutamente da evitare soda caustica e acido muriatico); è buona regola testare eventuali

nuovi prodotti su parti non in vista della cucina per valutare il loro effetto.

NON ESAGERATE CON L’ACQUA!

“Dopo la pulizia è necessario asciugare immediatamente qualsiasi parte della cucina ed

evitare il ristagno di acqua.”

Non dimenticate che la Vostra cucina è realizzata partendo da materiali legnosi che per loro

natura, se vengono a contatto con acqua, sia essa pura che con detersivo o sotto forma di

vapore, aumentano di spessore a causa dell’assorbimento dell’acqua da parte del materiale

legnoso (rigonfiamento).

Tra l’altro mentre l’acqua ha una propria tensione superficiale che la porta a ritirarsi in

gocce, la miscela di acqua e detersivo tende ad inserirsi nelle microporosità nonostante le

lavorazioni siano state effettuate accuratamente. Per evitare che questo succeda occorre

prestare attenzione che l’acqua ed ancor più l’acqua con detersivo non stazioni su alcuni

particolari, come ad esempio su bordature e le giunzioni dei piani.

Quando utilizzate i prodotti spray in trigger (spruzzatori azionati da una leva che per la loro

comodità ed efficacia vanno diffondendosi sempre più) non esagerate con le quantità

applicate e fate attenzione che il prodotto non si infiltri nelle fessure.

EVITATE IL RISTAGNO DI VAPORE NEL VOSTRO AMBIENTE CUCINA!

Per il vapore è ancora più facile infiltrarsi nelle microporosità e causare rigonfiamenti, per cui

è assolutamente da evitare un eccessivo ristagno di vapore nell’ambiente cucina, pertanto:

“E’ sconsigliato l’uso in cucina di apparecchi pulenti a vapore.”

“Durante la cottura azionate la cappa aspirante/filtrante e sostituite regolarmente i filtri.” (in

genere ogni 6 mesi).

“aprite la lavastoviglie solo quando è fredda (in genere 15/20 minuti dalla fine del ciclo) per

evitare sbuffi di vapore sotto il piano.”

Assolutamente non lasciate asciugare le stoviglie a lavastoviglie aperta; quindi evitate

l’apertura dell’anta immediatamente a fine lavaggio in modo da impedire che il vapore Vi

colpisca e vada a colpire e condensarsi sulle superfici, l’azione congiunta del vapore e del

calore potrebbe opacizzare le finiture della Vostra cucina in particolare di quelle verniciate.

Attenzione anche al vapore che fuoriesce da bollitori per acqua o macchine per il caffè posti

sotto i pensili che, risalendo, potrebbe danneggiare gli elementi posti sopra.

CUCINA IN LEGNO, RICORDATEVI CHE IL LEGNO E’ UN MATERIALE “VIVO”!

Il legno mantiene al suo interno una percentuale di umidità che dipende da quella presente

nell’ambiente in cui “vive”; indicativamente 8%-12% in un ambiente con umidità tra il 40% e

70% e temperatura tra 10° e 35°C.

Al variare dell’umidità ambientale si ha un incremento o diminuzione della percentuale

presente nel legno e, conseguentemente, una variazione delle dimensioni degli elementi

della cucina che avviene in prevalenza perpendicolarmente alla venatura del legno.

Le variazioni dimensionali se marcate, ed in condizioni limite di umidità possono essere

anche dell’ordine di millimetri, talvolta portano alla formazione di crepe o movimenti evidenti

degli elementi; per evitare ciò è necessario che l’umidità ambientale non si mantenga per

lunghi periodi al di sotto del 40% e al di sopra del 70%.

La nostra esperienza ci dice che le condizioni più critiche di:

– bassa umidità, si raggiungono in inverno con il riscaldamento acceso (specialmente nelle

giornate serene e fredde), con il riscaldamento a pavimento e nel caso di stufe a legna

posizionate nell’ambiente cucina, se non si utilizzano mezzi idonei a mantenere una corretta

umidità ambientale, oltretutto necessaria anche al nostro apparato respiratorio, ad esempio

per mezzo dei “cocci” sui termosifoni o il pentolino d’acqua (rimedio della nonna) sulle stufe

a legna, o con i più moderni umidificatori ambientali;

– alta umidità, si raggiungono nelle case nuove, con muri e intonaci non perfettamente

asciutti, in primavera ed autunno con stagioni particolarmente piovose, in case poco abitate,

case vicino al mare, scantinati o magazzini che possono essere utilizzati per depositi

momentanei e nei casi in cui si cucini a lungo producendo molto vapore e non utilizzando la

cappa aspirante.

ATTENZIONE SCOTTA!

“Non appoggiate direttamente sui piani di lavoro pentole o utensili bollenti o surriscaldati”

Il fondo delle pentole a diretto contatto con la fiamma del gas raggiunge delle temperature

molto elevate e, nonostante che i vari materiali utilizzati abbiano delle buone resistenze al

calore, è inevitabile che, poggiandole direttamente sui piani a fine cottura, si danneggi la

superficie.

Per questo suggeriamo di utilizzare come base di appoggio per le pentole del materiale

isolante come taglieri o sottopentole in legno, in polietilene o centri in paglia intrecciata.

Prestate attenzione quando utilizzate piani cottura con griglie a filo del piano e con fuochi

incassati in conca ribassata o con piani cottura con bruciatori potenti (doppia/tripla corona)

posti in posizione perimetrale perché in fase di utilizzo la fiamma potrebbe lambire la

superficie del top provocando forti sbalzi termici danneggiando la superficie; è bene

ricordare che vanno sempre utilizzate pentole e tegami di dimensioni corrispondenti ai

fornelli e correttamente posizionati, questo è particolarmente importante per i piani cottura

montati a filo e/o semifilo top, in quanto il fondo della pentola o tegame che sborda sul piano

può trasmettere un calore eccessivo danneggiandone la superficie; anche l’eventuale

schienale della cucina potrebbe essere danneggiato dal contatto con la fiamma diretta o con

la pentola mal posizionata.

Evitate di versare liquidi bollenti direttamente nel lavello senza aver prima aperto il rubinetto

dell’acqua fredda, attenzione al contatto dell’olio bollente, che non andrebbe mai versato nel

lavello, con l’acqua fredda, si possono generare degli spruzzi ustionanti.

PRODOTTO DETERGENTE NUOVO, ATTENZIONE ALL’ETICHETTA!

“Evitare assolutamente prodotti detergenti aggressivi o corrosivi (croce di S. Andrea in

campo arancione), solventi e materiali abrasivi (se non espressamente richiesti nelle

istruzioni di particolari prodotti), fate attenzione a dove posate i tappi dei barattoli o stracci

sporchi di prodotti aggressivi (ad esempio: anticalcari, pulitori piastre spartifiamma, acidi).

Prima di utilizzare dei prodotti per pulizia che non conoscete provateli in una zona poco

visibile.”

Alcuni detergenti contengono sostanze fortemente acide o basiche che se da una parte

facilitano le operazioni di pulizia su specifici materiali dall’altra possono danneggiarne altri.

Prima di usarli leggete le istruzioni del produttore e valutate su quali superfici possono

essere utilizzati.

Ad esempio non usate mai prodotti contenenti acidi (come anticalcari, pulitori piastre

spartifiamma, acidi veri e propri) sulle superfici in laminato (piani lavoro) o nobilitato (fusti),

poiché possono opacizzare e scolorire la superficie creando degli aloni o delle macchie non

più eliminabili. Tenete presente che i piani in pietre naturali vengono attaccati e corrosi, oltre

che da questi prodotti, anche dall’aceto o dal succo di limone e possono restare macchiati

con vino e olio.

Per i consumatori attenti all’ambiente al posto dei prodotti contenenti cloro (ad esempio

candeggina a base di ipoclorito di sodio) si consiglia l’utilizzo di prodotti sbiancanti a base di

ossigeno (perborato o percarbonato di sodio) e l’aceto bianco per sgrassare ed eliminare il

calcare.

ACCIAIO INOSSIDABILE, ATTENZIONE NON E’ INDISTRUTTIBILE!

Anche l’acciaio inox può subire notevoli danni se non viene trattato con le dovute

precauzioni, in particolare attenzione a:

– evitare l’uso di detergenti che contengono cloro e suoi composti; l’uso di questi detergenti

come candeggina, acido muriatico, prodotti per sgorgare gli scarichi dei lavelli, prodotti per

la pulizia ed il trattamento del cotto e del marmo, decalcificanti, possono attaccare la

composizione dell’acciaio macchiandolo o ossidandolo irreparabilmente;

– non lasciare sotto il lavello confezioni o flaconi aperti di detersivi o altri prodotti di

composizione acida, le esalazioni possono ossidare e in alcuni casi corrodere l’acciaio sotto

forma di puntinatura;

– non lasciare stazionare sulla superficie per lunghi periodi (ad esempio week end, ferie)

residui di sostanze alimentari tendenzialmente aggressive (ad esempio limone, cola, vino,

sale, pomodoro), lasciate sempre pulito, ben sciacquato ed asciugato il vostro elemento

inox;

– nelle nuove abitazioni, dopo il primo utilizzo del miscelatore, si raccomanda di pulire e

sciacquare bene la superficie in inox perché le tubazioni dell’acqua possono contenere

piccole frammenti ferrosi, che, se lasciati a contatto dell’acciaio, possono originare il

fenomeno dell’ossidazione;

– pagliette d’acciaio o metalliche, se lasciate anche per brevi periodi sull’acciaio umido (ad

esempio week end, ferie), possono innescare fenomeni di ossidazione.

Per mantenere l’acciaio in buone condizioni:

– non dimenticare, dopo l’uso, di pulire la superficie con acqua e detersivo liquido neutro

utilizzando una spugnetta morbida, avendo cura di provvedere ad un buon risciacquo e ad

una asciugatura con un panno morbido pulito di cotone;

– per evitare rigature della superficie non usare pagliette metalliche e sintetiche abrasive

(tipo scotch-brite) e detersivi in polvere o abrasivi;

– nel caso occorra sfregare durante il lavaggio il movimento dovrebbe essere parallelo alla

direzione della satinatura per evitare di rigare la superficie in maniera visibile;

– periodicamente o in caso di macchie ostinate usare prodotti specifici per la pulizia

dell’acciaio (ad esempio pasta inox Franke, Stahlfix, Smac brilla acciaio) seguendo sempre

le istruzioni riportate sull’etichetta dei prodotti per quanto riguarda dosi e modalità di utilizzo;

– per le macchie di calcare utilizzare aceto bianco eventualmente anche caldo, strofinando la

superficie nel senso della satinatura e provvedendo poi a risciacquare bene ed asciugare.

 


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